Punti forti del viaggio: bellissime escursioni in zone meno conosciute, spettacolari ferrate, cascate, gole e canyon da scoprire, i sentieri delle rogge, i panorami tra i vigneti e i meleti della piana di Merano
Durata viaggio: 7 notti
Dove dormire: Hotel/appartamento
nei paesi vicini a Merano o nella bassa Val Venosta (Lagundo, Lana, Tirolo, Naturno, Ciardes…)
Quando andare: Giugno, Luglio,
Settembre (meglio evitare l’altissima affluenza in Agosto)
Costi: i mezzi pubblici
(autobus, navette, treno) sono compresi nella Guest Pass che le strutture ricettive
in genere offrono agli ospiti. Parcheggio val di Fosse 6 euro, parcheggio Alta Valle
(Martello) 7 euro, parcheggio Lago Fontana Bianca (val D’Ultimo) 6 euro, 15
euro a persona la visita guidata al birrificio Forst, funivia Texel 16 euro per
adulto andata e ritorno. Pranzi nei rifugi: calcolare da 15 a 25 euro a persona.
Per i pernottamenti il costo è molto variabile a seconda della struttura che si
sceglie (hotel/appartamento/residence) e dai servizi che si cercano. Se si
decide di cenare fuori la cittadina di Merano è una scelta molto elegante e sicuramente
da consigliare ma i prezzi sono più alti, anche se si trovano ottime soluzioni
spostandosi un po’ dal centro.
Difficoltà e consigli: In
questo articolo si propongono camminate di bassa e media difficoltà e semplici
ferrate (a parte l’ultima che ha dei tratti moderatamente difficili e un
passaggio difficile). Per le ferrate è obbligatorio avere con sè l’attrezzatura
(imbrago con kit da ferrata e caschetto), delle valide scarpe da montagna con
un buon grip. In generale è bene avere sempre nello zaino acqua, snack e abbigliamento da mettere in caso di pioggia o di
calo di temperatura. Inoltre le ferrate vanno percorse solo se il tempo è sereno, senza
possibilità di pioggia o temporali, se si è in buone condizioni fisiche e non si
soffre di vertigini. Chi ha sperimentato i parchi avventura e ha apprezzato quel
tipo di emozione può sicuramente provare le ferrate descritte in questo
articolo. In caso di dubbi ci si può anche rivolgere ad una guida alpina per
farsi accompagnare e/o suggerire come avvicinarsi in sicurezza a questa
divertente e adrenalinica attività.
Descrizione viaggio:
Primo giorno:
Arrivare in hotel/appartamento nel primo pomeriggio. Visitare nel tardo pomeriggio o per cena uno dei piccoli centri della zona.
Ad esempio il centro storico di Lana,
di Lagundo o il paesino di Tirolo, in estate di sera spesso ci sono
manifestazioni gastronomiche o musicali (informarsi presso gli uffici del
turismo).
Secondo giorno: Val di
Fosse e Maso Gelato
L’ escursione segue il sentiero n° 24 (alta Via di Merano) che prosegue con leggeri saliscendi lungo la valle su strada forestale.
Il sentiero si percorre senza grande fatica, fra radi lariceti, sempre accompagnati dal rumoreggiare delle acque del torrente della Val di Fosse. Molto spesso si vedono anche gruppi di stambecchi sul ripido pendio roccioso del lato opposto. Dopo circa tre quarti d’ora, il sentiero prosegue in piano e attraversa i pascoli dell’alpe fino a giungere alla malga di Casera di Mezzo – Mitterkaser (1954 metri).
Continuando il percorso, dopo
dieci minuti, si arriva alla malga Rableid (2004 m) e dopo altri
30 minuti al Maso Gelato (2076 m) in posizione panoramica su
un grande prato con splendida vista sulla Cima Bianca Grande (3281 m), cima
Piccola e cima Fiammante che chiudono la parte alta della Val di Fosse.
In tutte queste quattro malghe ci si può ristorare con prodotti tipici della valle e formaggi fatti in casa. Per il rientro si percorre la stessa via dell’andata con un tempo di circa tre ore complessive.
La lunghezza di questa escursione
è di 9,8 km (andata e ritorno ) e il dislivello è circa 350m.
Terzo giorno: La roggia
di Sluderno e la ferrata di Trafoi
Per questa facile escursione bisogna percorrere quasi tutta la strada della Val Venosta in direzione dello Stelvio fino al paesino di Sluderno (circa 50 minuti da Merano). Dopo aver parcheggiato nel paese si seguono le indicazioni per il sentiero n° 18 in direzione Ganglegg. Il sentiero parte vicino al fiume e sale con diversi tornanti fino ad arrivare all’insediamento preistorico Ganglegg con vari resti e un museo a cielo aperto.
Da qui si prosegue in piano sul monte Sole fino alla Roggia Leitenwaal. Si segue il suo percorso e dopo un po’ si incontra un bel ponte di legno dotato di scalini sotto cui scorre il rio che alimenta anche la roggia Bergwaal (sentiero n° 17). Proseguiamo lungo questa roggia, all’interno di un bosco fitto e suggestivo e arriviamo così ai prati sopra il maso Vernalhof da cui partono anche svariati campi di mele. Il sentiero prosegue sulla strada sterrata e passa vicino agli impianti che irrigano i campi. Si seguono sempre le indicazioni per Sluderno e Castel Coira.
Il tempo di cammino di questo anello è di circa 3 ore, la lunghezza 7 km circa e 290m di dislivello.
Dopo pranzo, essendo già in zona, si può provare la breve Ferrata di Trafoi. Il paese si trova a soli 20 minuti da Sluderno e la ferrata inizia vicino alla strada dove lasciamo l’auto. La ferrata del Trafoi è recente (2019), ottimamente attrezzata e nel complesso semplice, tutto il giro si completa in 1 ora e mezzo. È una via inserita in una bellissima valle alpina, con panorami sul gruppo dell'Ortles e le Alpi al confine tra Austria e Italia. Per le sue caratteristiche è adatta a famiglie e neofiti.
La ferrata (avvicinamento,
difficoltà, varianti, discesa) è ben descritta in questo link:
https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-del-trafoi/
Quarto giorno: Val d’Ultimo:
rifugio Canziani e giro dei laghi
Questa escursione di medio livello è un itinerario ad anello per scoprire e apprezzare la tranquilla ma bellissima Val d’Ultimo. Da Lana servono circa 45 minuti per arrivare al lago Fontana Bianca dove si parcheggia l’auto e partono i sentieri. La destinazione è il Rifugio Canziani al Lago Verde, sentiero n° 140. Dopo 5 minuti di camminata troverete subito la malga Weissbrunn. Il primo tratto di sentiero che porta al Rifugio Canziani si snoda nel bosco.
Si sale in maniera costante lungo tutto il tragitto, ma il paesaggio con il fiume, le vette innevate davanti e il lago dietro rende tutto meno faticoso.
Procedendo nel cammino, il verde dei prati e degli abeti lascia spazio alla roccia e alle imponenti montagne che circondano il Rifugio Canziani (2560 metri) che si raggiunge dopo 2 ore dalla partenza. Proprio sotto il rifugio vediamo una diga e il Lago Verde, un lago artificiale su cui si affacciano le cime dell’Orltes, il massiccio più alto di tutto il Trentino Alto Adige.
Consigliatissimo il pranzo al rifugio, che ha un’ottima cucina e presenta nel menù piatti buonissimi e non sempre disponibili nei rifugi, come i pizzoccheri e il sugo all’ortica.
Dopo pranzo si inizia il giro dei laghi imboccando il sentiero panoramico numero 12 che prima attraversa la diga e poi costeggia la montagna con la traccia che si sviluppa su grossi massi in leggera discesa. Dopo un ora si raggiunge il lago Lungo, in mezzo a grandi pascoli. Si prosegue sul sentiero 107 fino a raggiungere la caratteristica Malga Obere Weissbrunner Alm dove troveremo un piccolo laghetto e cavalli lasciati pascolare in libertà.
Si comincia a scendere in modo più ripido e veloce fino ad un cartello che suggerisce di raggiungere il bel Lago dei Pescatori, per il quale serve una piccola deviazione dopo un ponte di legno. La posizione e la vista di questo suggestivo laghetto meritano la breve salita da fare. Tornando sul percorso, seguendo le indicazioni per Fontana Bianca sul sentiero 103, ci ritroviamo al bivio con il sentiero 140 preso la mattina e chiudiamo il giro ad anello. Da qui bastano 10 minuti ad arrivare al parcheggio.
Il tempo di cammino per tutta l’escursione è circa
5 ore e mezza. La lunghezza circa 11 km e il dislivello 650m.
Quinto giorno: Cascata
di Parcines, Fabbrica Forst e roggia di Lagundo
Un’altra facile escursione senza spostarsi troppo con l’auto e che dà comunque soddisfazione è la Cascata di Parcines, che, con il suo salto di 100 m è considerata una delle più belle di tutta la regione. Ci sono molte escursioni di varia difficoltà nella zona della cascata (vedi link https://www.merano-suedtirol.it/it/parcines-rabla-e-tel/natura-cultura/mondi-dell-acqua/cascata-di-parcines.html).
Se si decide di fare un’escursione
di mezza giornata (per dedicare tempo anche ad altro) conviene partire da Via
della Cascata a Parcines, dove si trovano vari parcheggi per l’auto o le
fermate del bus (se si volesse prendere la navetta). Il sentiero costeggia la
strada nel bosco e porta in circa 1 ora al ristoro Wasserfall da dove si
raggiunge la piattaforma sull’imponente cascata. Per il ritorno si segue la
stessa via.
Nel resto della giornata si può invece andare alla scoperta di Lagundo. Il paese, vicinissimo a Merano (5 minuti di bus o 10 in bici con la ciclabile), è composto da varie frazioni (Plars, Riomolino, Tel, Velloi, Dorf..). Una di esse, Foresta, ospita il birrificio più importante dell’Alto Adige. La Forst apre i suoi locali produttivi anche al pubblico, un giorno a settimana (il giovedì alle ore 11 e alle ore 14). La visita, che dura 1 ora e mezzo, va prenotata almeno il giorno prima (https://www.forst.it/it/visite-guidate/)
Il sentiero è lungo circa 5 km e porta da Plars, passando per Lagundo, fino a Quarazze (Gratsch). Gran parte del sentiero è stato mantenuto al suo stato originale ed è molto bello, con il panorama sui vigneti e i meleti dell’intera piana di Merano. A circa metà percorso troviamo il bivio per Velloi, un paesino sopra Lagundo (1 ora e 15 di sentiero in salita nel bosco) che si può raggiungere anche con una antiquata ma ancora funzionante seggiovia monoposto.
La Val Martello è un'altra bellissima
valle da visitare nella zona. Si imbocca sempre dalla Val Venosta ma si sviluppa
per parecchi chilometri e bisogna considerare che serve un po’ di tempo per
raggiungere l’Alta Valle. Il paesaggio del Parco Nazionale dello Stelvio, in
cui si addentra la valle, merita sicuramente la gita. Infatti dopo vari
chilometri nel bosco e alcuni piccoli paesi, la strada diventa molto panoramica
e costeggia la diga e il Lago Gioveretto con il colore azzurro cielo. La strada
prosegue con vari tornanti (oppure si può decidere di lasciare l’auto in uno
dei parcheggi a bordo strada e utilizzare il bus) e termina al Rifugio Genziana
(Enzian) (2051m) in un grande parcheggio. Da qui partono tutti i sentieri di
varia difficoltà che portano ai rifugi, ai ghiacciai e alle cime dell’Ortles.
La nostra è un’escursione abbastanza semplice ma di grande fascino. Si inizia a salire nel bosco appena si incontra il cartello che indica il rifugio Nino Corsi (2265m) (45 minuti). E’ la via più ripida ma più veloce che ci porta subito ai grandi prati dove pascolano le mucche e alle spettacolari viste delle cime innevate. Poco prima del rifugio troviamo l’attacco della ferrata di punta marmotta che risale l’omonimo sperone di roccia. Qui le indicazioni e i suggerimenti per affrontarla:
https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-punta-marmotta-murmele-rifugio-nino-corsi/.
Dopo l’arrampicata si può decidere di fermarsi al Rifugio Corsi per pranzare e poi riprendere a salire sul sentiero 103 in direzione del Rifugio Martello (2600m) che si intravede dopo un po’ di strada in salita. Se si vuole allungare l’escursione si può decidere di raggiungerlo. Altrimenti si può completare comunque un bel giro attraversando la vecchia diga e imboccando poi sull’altro lato del fiume i sentieri n° 40 e n° 37 che ci faranno avvicinare ad una bella cascata che proviene dalla Cima Rossa e poi scendere di nuovo ad Enzian.
Ad un certo punto incontriamo anche l’attrazione della gola del Rio Plima, un sentiero attrezzato con ponti, passerelle e piattaforme panoramiche sull’impetuoso torrente sottostante. Proseguiamo a scendere nel bosco fino ad un piccolo laghetto e attraversando di nuovo il torrente su un grande ponte di legno torniamo al parcheggio (o al bus).
Per l’intera camminata servono
circa 2 ore e mezzo (escludendo la ferrata, che è comunque breve) e il
dislivello è di circa 260m.
Settimo giorno: Gruppo
del Tessa, Rifugio Nasereit e ferrata Ziel
Per questa escursione prendiamo l’unico impianto di tutta la settimana. Si parte infatti da Parcines dove si seguono le indicazioni per la Funivia Texel. La stazione è raggiungibile anche con il bus. Questo nuovo impianto conduce da Parcines a Giggelberg (633 - 1544 m), direttamente sull'alta via di Merano, nel Parco Naturale del Gruppo di Tessa.
Il tempo di percorrenza tra monte e valle è di ca. 5 minuti.
Dalla stazione a monte si segue il sentiero n° 24 che all'inizio sale nei prati e poi entra nel bosco. Continuando a camminare, prima in salita e poi in discesa in breve arriviamo alla nostra prima destinazione, il Rifugio Nasereit (1523m) che si trova in una bellissima posizione, con il fiume, un bel prato e un panorama che si apre verso le montagne da cui scendono varie piccole cascate.
Di lato al rifugio ci sono i cartelli e le indicazioni per la Ferrata Ziel. Imbocchiamo il sentiero nel bosco seguendo questi cartelli.
L’attacco è a qualche decina di minuti dal Rifugio, salendo verso la bellissima cascata e i monti che vediamo davanti a noi.
Questa ferrata è la più difficile tra quelle proposte in questo articolo, quindi è bene affrontarla alla fine della settimana se si è capito che ci piace questo tipo di attività.
(https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-ziel-rio-tel/)
E’ comunque una ferrata con varie vie di fuga che permettono di tornare al Rifugio tramite sentiero, quindi si può decidere di percorrerla anche parzialmente (la parte iniziale, fino al ponte sospeso è la meno impegnativa).
La via è composta da dieci tratti di fune e per percorrerla tutta con calma servono circa 2 ore. La parte alta (tratti 5 e 4) è la più esposta e richiede maggior sforzo.
Dalla fine della ferrata (una panchina in posizione panoramica sulla valle) parte il sentiero n° 8 che scende rapidamente (50 minuti) al Nasereit passando dall’altro lato del fiume. Dopo aver pranzato al Rifugio si ritorna per la stessa via alla stazione a monte della Texelbahn.
L’intero giro si completa in 4ore
e mezzo/5 ore, il dislivello è 510 m.
Erica







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